80 gli anni di piombo: una vita in divisa tra “fantasia e realtà di G. Gallo

80 gli anni di piombo: una vita in divisa tra "fantasia e realtà di G. Gallo

80 gli anni di piombo: una vita in divisa tra “fantasia e realtà di G. Gallo

Anni di piombo. Negli anni 80 la squadra mobile era il mio obiettivo principale, a mio avviso era il top non me vogliano gli altri, oggi a distanza di anni voglio parlare di una categoria delle forze dell’ordine che sono poco considerati, la giudiziaria in generale.

Delle vicende politiche se ne parlava poco avevamo altro da pensare

Droga, rapine, sequestri, scippi, omicidi si lavorava senza sosta con professionalità, coraggio, incoscienza, umorismo e inventiva, posso dire e raccontare la mia esperienza personale.

Quando misi piede negli uffici della narcotici non era per niente facile entrare nell’élite di questi mostri sacri, essere li già mi rendeva orgoglioso di farne parte , ero uno degli ultimi arrivati.

Non uscivo tanto di pattuglia. Inizialmente avevo come incarico il supporto investigativo ai sottufficiali in ufficio.

Non so quanti chilometri ho fatto, andare in archivio a reperire i fascicoli, fare fotocopie dei verbali di arresto e altre scartoffie portare gli arrestati alla scientifica e in carcere. Ma tutto questo aveva un senso, Voi direte per quale motivo?

Ebbene, prendere i fascicolo serviva per una continua conoscenza di nominativi dei pregiudicati

Le fotocopie servivano per imparare le procedure dei verbali vari, scientifica e portarli in carcere per avere confidenza con i criminali.

Quindi tutto aveva un senso nulla a caso, a piccoli passi avevo degli incarichi, appostamenti, pedinamenti, pattuglie antirapina e antidroga sempre come gregario.

Dopo svariato tempo avevo avuto la benedizione dei big finalmente facevo parte della famiglia. Cominciai a essere impiegato integrandomi nelle investigazioni più importanti.

Quello che posso dire che non puoi solo imparare

, devi avere delle capacità e una predisposizioni alla sofferenza hahaha, e un lavoro snervante, passionale, adrenalinico, eccitante, la paura si tramuta in coraggio, e una lotta continua contro te stesso, per combattere il male lo dovevi conoscere, metti alla prova soprattutto la tua Integrità mentale e psicofisica.

Per essere un buon investigatore era ciò che si doveva mettere in conto l’estremo sacrificio della propria vita e della famiglia e la proprio giovinezza per questo si doveva amare questo lavoro senza limiti.

Chi Come Quando Dove Perché

Queste erano le regole per raggiungere il quadro completo dell’investigazione e portare al compimento delle indagini.

Oltre ai mostri sacri i così detti anziani avevamo dei funzionari con le palle di acciaio, che a loro volta avevano il supporto di alcuni giornalisti e della magistratura,  almeno fino agli anni 80/90 ,dopo di ché il cambio generazionale della magistratura e della stampa politicizzata a mio avviso a portato una declassificazione degli uffici investigativi.

Ma ritorniamo a noi

In quei tempi non si aveva il cellulare e la tecnologia di oggi quindi ti dovevi affidare al tuo partner, mai e dico mai tra noi ci fu un minimo di dubbio e nessuno veniva lasciato solo.

Non c’era una vita privata si convive molte ore insieme si conoscono le abitudini e le debolezze. Per noi era una continua sfida contro la criminalità per vincere si doveva rispettare l avversario e una partita a scacchi il più bravo vince.

Ultima mia considerazione

le nostre forze dell’ordine sono considerati le migliori al mondo, molte tecniche investigativa sono state copiate da molte nazioni nell’ambito alla lotta al terrorismo e alle mafie e senza dubbio nell’ordine pubblico.

 Con questo voglio onorare tutti coloro che hanno dato la propria vita  che oggi non ci sono più. E soprattutto a coloro che oggi sono costretti a lavorare con mille difficoltà, burocrazia e limitazione ma nonostante tutto le nostre forze dell’ordine rimangono le migliori al mondo.

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