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Perugia: II COMMISSIONE CONSILIARE BILANCIO/ ESAMINATA LA DELIBERAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI 70 DEL 2019

II COMMISSIONE CONSILIARE BILANCIO/ ESAMINATA LA DELIBERAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI 70 DEL 2019

La II Commissione consiliare permanente bilancio ha dedicato la seduta odierna agli approfondimenti relativi alla deliberazione n. 70 del 2019 della Corte dei Conti, riguardante la valutazione sullo stato di avanzamento al 31.12.2018 delle azioni intraprese dal Comune per la risoluzione delle criticità di bilancio segnalate dalla Magistratura contabile nel novembre 2017.

Nelle conclusioni della delibera, la Corte valuta positivamente il generale miglioramento delle situazione finanziaria, ritenendo per lo più apprezzabili le misure correttive. Tuttavia, non avendo le stesse ancora prodotto gli effetti sperati, si sottolinea la criticità della situazione finanziaria soprattutto in riferimento al deficit di cassa ed alla scarsa capacità di riscossione delle entrate proprie. Per questo si invita il Comune a continuare lungo la strada intrapresa per evitare, in alternativa, il rischio di riduzione della spesa corrente.

Giunta e dirigenza, nel relazione sulla questione, hanno tenuto a precisare che la situazione finanziaria dal 2014 ad oggi è migliorata in maniera significativa. I dati lo confermano, visto che nel 2014 l’anticipazione di tesoreria era di 40 milioni, mentre al 30 giugno 2019 è di fatto azzerata con saldo positivo di 1,3 milioni. Del disavanzo tecnico di 34 milioni, permarranno al 31 dicembre 2019 solo 23 milioni, con capacità di copertura da parte del Comune superiore alla tabella di marcia (+5 milioni).

La spesa corrente scende dai 173 milioni del 2013 ai 155 del 2018, l’indebitamento per mutui dai 133 milioni del 2013 ai 100 milioni del 2018, il ritardo nei tempi di pagamento a fornitori ecc. scende dagli 80 giorni del 2014 ai 7 del 2018.

Tutto ciò nonostante la riduzione di trasferimenti statali, negli ultimi anni pari a 18 milioni, e la rigidità connessa alla redazione dei documenti finanziari imposta dalle normative nazionali. Resta il problema dei residui attivi, la cui partita maggiore è legata agli esercizi precedenti con effetti negativi per il bilancio comunale.

Va sottolineato in senso generale che rispetto alla delibera della Corte dei Conti in esame, il Comune ha effettuato nei 6 mesi successivi (31 dicembre 2018-30 giugno 2019) ulteriori passi in avanti; dunque molte delle valutazioni contenute nella delibera della Magistratura contabile non sono più in linea con i tempi ed i dati recenti. Si pensi proprio all’anticipazione di tesoreria non restituita che al giugno 2019 risulta azzerata, ma nella delibera della Corte risulta ancora esistente perché connessa al dato del 31 dicembre 2018 (11 milioni circa). Lo stesso dicasi in merito all’utilizzo delle somme vincolate per cassa, praticamente azzerato anch’esso a giugno 2019 rispetto al dicembre 2018.

Entrando nel dettaglio delle misure correttive poste in campo dall’Ente, in relazione alla vendita degli immobili comunali inseriti nel pavi, si segnala che rispetto ad una previsione di introiti potenziali pari a circa 12 milioni, sono maturate in favore dell’Ente risorse per oltre 5 milioni di euro così suddivise: 840mila euro per beni venduti all’asta, 3,4 milioni per beni venduti attraverso trattativa privata (tra essi spicca l’immobile di Madonna Alta ceduto alla Usl 1 per 3,35 milioni), mentre le somme residue riguardano gli immobili ceduti come corrispettivi di lavori ed opere effettuate da ditte.

Quanto alla cessione della proprietà degli edifici di edilizia residenziale pubblica (misura 2) si segnala che i benefici dovuti agli aggiornamenti effettuati si concretizzeranno nel 2019, portando nelle casse del Comune somme pari a circa 250 mila euro, pari al doppio di quanto introitato negli anni precedenti.

Altra misura di rilievo è la 3 concernente la definizione agevolata della tari per le annualità 2014-2016; i risultati ottenuti riferiscono di un numero di adesioni pari a 3361 per una riscossione potenziale pari a 2,8 milioni. Di questi al 30 giugno 2019 sono stati incassati ben 1,8 milioni con prospettiva di netto miglioramento nei prossimi mesi.

Nei confronti di tutti coloro che non hanno aderito alla definizione agevolata, invece, Gesenu ha già avviato da tempo le attività propedeutiche all’iscrizione a ruolo.

Molto significativa è poi l’attività che gli uffici comunali hanno posto in essere relativamente alla misura 5 (miglioramento della capacità di riscossione delle entrate proprie). Partendo da una riorganizzazione totale della macchina comunale, si è provveduto ad attivare diverse azioni tra le quali spicca una crescita esponenziale dell’emissione di ruoli esecutivi passati dai 4,4 milioni del 2017 ai 17 milioni del 2018. Nei primi sei mesi del 2019 sono stati resi esecutivi ulteriori ruoli per altri 5,7 milioni.

In senso generale si registra un’attenzione molto più specifica sulla partita del recupero dei crediti e, dunque, della capacità di riscossione dell’Ente, dal momento che, in controtendenza con quanto accadeva nel passato, oggi gli uffici comunali provvedono ad attivarsi per i ruoli scaduti già nella stessa annualità della scadenza medesima.

Parte dell’opposizione ha manifestato apprezzamento per il percorso avviato; ha tuttavia invitato giunta ed uffici ad accelerare in merito al miglioramento della capacità di riscossione dell’ente, paventando in caso contrario il rischio del ricorso al taglio della spesa corrente e, dunque, dei servizi.

Sempre dai banchi dell’opposizione c’è poi chi ha espresso preoccupazione per tutta la partita, ritenendo che le misure adottate dal Comune non siano sufficienti per ripianare una situazione che, pur se in miglioramento, resta critica. Ciò prefigura necessariamente un futuro taglio ai servizi, già avviatosi recentemente per ciò che riguarda il trasporto pubblico.

La maggioranza ha invece manifestato apprezzamento per l’impegno profuso da giunta ed uffici sul fronte finanziario, premiato dai risultati positivi ottenuti nel tempo; ciò è frutto di un lavoro avviato ben prima dell’arrivo della delibera di segnalazione della Corte dei Conti, risalente al 2017, ossia all’inizio della scorsa legislatura (2014) quando si decise di costituire un’apposita commissione dedicata alla spending review con l’obiettivo di mettere a posto i conti senza intaccare i servizi. Ciò è stato in larga parte fatto, ma il percorso continuerà anche nel prossimi futuro.