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Licata (AG) alla scoperta delle vecchie tradizioni gastronomiche locali i Muffoletti Licatesi

Licata (AG) alla scoperta delle vecchie tradizioni gastronomiche locali i muffoletti Licatesi

i muffoletti Licatesi   

I muffoletti sono pagnotte di grano tenero, oggi famosi in tutto il mondo, un tempo diffusi solo in Sicilia

secondo la tradizione

Secondo la tradizione si mangiavano il 2 novembre e l’8 dicembre in occasione della festa dell’Immacolata

a Licata il muffoletto

A Licata il muffoletto si mangia sopratutto la sera del venerdì santo, condito rigorosamente con tonno e formaggio (a scelta).

i motivi sono ovviamente religiosi

I motivi sono ovviamente religiosi: erano le Confraternite che, per rifocillare i confratelli, li distribuivano alla fine delle processioni del venerdì santo.

la scelta di condirli con

La scelta di condirli con pesce (sarde o tonno) nasce dall’esigenza di non mangiare carne durante i venerdì di Quaresima.

La tradizione si è poi estesa a tutta la popolazione

l’origine

L’origine del muffoletto è antica, diverse sono le versioni circa il suo arrivo in Sicilia

la tesi più accreditata è legata agli Svevi

La tesi più accreditata è legata agli Svevi, arrivati in Sicilia alla fine del 1100. Il muffoletto sarebbe una rivisitazione del loro pane, l’aggiunta di semi di cumino una necessità al fine di aromatizzare il cibo, in modo da coprire il cattivo sapore dovuto ad alimenti non sempre freschissimi

ancora oggi

Ancora oggi nel TERRITORIO di Licata li potete trovare tutti i giovedì in tutti i panifici

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cenno storico (da Wikipedia):

Gli Svevi nelle Città:

A Catania

La nobiltà catanese non ebbe un rapporto felice con gli Hohenstaufen; nemmeno con il grande Federico II al quale si ribellò nel 1232. L’astio verso il potere imperiale fece nascere diverse leggende tra le quali quella che vuole che il castello Ursino sia stato voluto da Federico II per tenere a bada la popolazione. Avvenimento importante per il futuro della città fu l’inserimento di Catania tra le città demaniali. Finiva così la totale egemonia del vescovo-conte

A Enna

Nell’allora Castrogiovanni, l’odierna Enna, gli svevi impressero notevolissime tracce della loro presenza, specialmente nell’architettura militare che apportarono alla città. Federico II di Svevia, infatti, scelse Enna come residenza estiva, e a tale scopo ristrutturò completamente il Castello di Lombardia, facendo rinforzare le sue mura di ben 20 torri e costruendovi un suo palazzo e una cappella vescovile, dove convocò il primo Parlamento siciliano. Sempre all’imperatore svevo si deve la Torre di Federico II di Enna, uno dei più mirabili esempi d’architettura federiciana in Sicilia.

A Siracusa

La conquista sveva di Siracusa avviene solo nel 1221. Precedentemente, Siracusa è stata inclusa nei domini genovesi per 15 anni. La dominazione genovese favorisce l’incremento del commercio. Sotto i normanni, Siracusa rafforza la sua posizione di bastione militare, si avvia la costruzione del Castello Maniace, nonché l’edificazione di diversi edifici: il primo impianto di palazzi storici come quello Vescovile e il palazzo Bellomo.

Ad Augusta

Il castello di Augusta fu costruito sotto Federico II. Indagini archeologiche rivelarono una torre ottagonale nella parete sud del cortile (i resti si trovano dentro l’edificio nell’ala costruita dagli spagnoli). Lui trovò una dimora nel forte Garcia e mentre l’altro forte Vittoria appartenne a sua moglie la regina Vittoria

G.Castelli
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