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Presa di Roma: La Breccia di Ponta Pia

Ieri è stato un giorno memorabile per la storia del nostro territorio, ci sono alcuni eventi tutti accaduti proprio in questo giorno che hanno cambiato la conformazione del territorio e il comportamento della società.

rubrica: L’Italia del giorno dopo di Francesco Campopiano

20 SETTEMBRE

Ho deciso di parlare della conformazione del territorio e degli avvenimenti collegati a questa modifica, tralasciando l’argomento relativo al cambiamento della società, di cui parlerò un altra volta.

Considerata festa Nazionale fino al 1930

Probabilmente sono rimasti in pochi a ricordare che il 20 Settembre era considerata festa nazionale fino al 1930, dopo i famosi Patti Lateranensi fu abolita.

20 Settembre del 1870

Il 20 Settembre del 1870 avvenne la famosa Presa di Roma, meglio conosciuta come La Breccia di Ponta Pia. Questo avvenimento del Risorgimento fu il giorno ufficiale in cui la Città di Roma ed il Lazio furono annessi al Regno d’Italia, a discapito dello Stato Pontificio.

Il Regno d’Italia e la pochezza di aiuto militare per lo Stato Pontificio

La storia insegna quanto sia importante la politica in merito a mediazioni ed accordi tra vari partiti politici e nazioni diverse. Se si analizza la storia collegata alla vicenda di oggi, si può affermare che la Politica ha saputo gestire in maniera “corretta” la situazione facendo in modo da avere libertà di movimento per il Regno d’Italia e la pochezza di aiuto militare per lo Stato Pontificio.

L’Italia chiese libertà di movimento per Roma contro lo Stato Pontificio

I Francesi erano impegnati sul fronte Prussiano ed erano in difficoltà, aspettavano a gloria l’aiuto Italiano. Nel frattempo l’Italia chiese libertà di movimento per Roma contro lo Stato Pontificio, ma non fu trovato mai nessun accordo. Poco dopo cadde il famoso secondo Impero Francese, dando così via libera alle azioni militari Italiane per la conquista di Roma.

Storia nazionale da far studiare ai giovani

Credo che sia una parte della storia Nazionale bellissima e da far studiare ai giovani, quei giovani senza valori e senza ideali, che avrebbero veramente tanto da imparare da qualche ragazzo di quell’epoca.

L’Italia del giorno dopo

F. CAMPOPIANO

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