Alcuni personaggi politici li ricordiamo per la loro tirannia

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Alcuni personaggi politici li ricordiamo per la loro tirannia: L’Italia del giorno dopo rubrica di Francesco Campopiano.

Alcuni personaggi politici li ricordiamo per

Alcuni personaggi politici li ricordiamo per la loro tirannia, la loro cattiveria e per comensi comportano in parlamento, se mantengono o no i loro ideali e poco spesso li ricordiamo per la loro umanità e gentilezza.

Il terzo Presidente della Repubblica

Oggi voglio rendere omaggio al terzo Presidente della Repubblica Italiana, che se vogliamo analizzare il periodo storico, lo possiamo considerare come il primo da paese libero, ma su questo punto ci sarebbe molto da discutere, comunque.

Giovanni GRONCHI

Giovanni Gronchi nacque il 10 Settembre del 1887 a Pontedera, nella mia Toscana, fu un grande lavoratore e seguiva la politica come un mantra!

Sottosegretario all’Industria

Già nel governo di Mussolini fu sottosegretario all’industria poi con le leggi fascistissime decadde e iniziò a dedicarsi alla vita privata.

Uno dei fondatori della Democrazia Cristiana

Gronchi è considerato uno dei fondatori della Democrazia Cristiana e capo indiscusso della corrente interna di Sinistra.

Fece il Saluto Romano mentre disse “LO GIURO” 

Nel 1955 fu eletto come Presidente della Repubblica e credo che in pochi si ricorderanno il suo giuramento. Però i presenti non potranno mai dimenticare il Saluto Romano che fece mentre disse “LO GIURO”  quel gesto lo mise in cattiva luce nei confronti di alcuni suoi compagni di Partito e sostenitori.

Il Gronchi Rosa

Sicuramente noi tutti lo ricordiamo per il famoso Gronchi Rosa, un piccolo francobollo che ha un valore altissimo…magari averne uno.

ha inaugurato ben due edizioni dei Giochi Olimpici

Giovanni Gronchi è stato l’unico presidente della Repubblica ad inaugurare due edizioni dei Giochi olimpici, quella di Cortina d’Ampezzo nel 1956 e quelle di Roma nel 1960. Era il presidente in carica durante la celebrazione del centenario dell’Unità d’Italia, cosa non da pochi.

L’Italia del giorno dopo

F. CAMPOPIANO