Bandiera Corpo Forestale dello Stato: Ottobre 2016 l’ultima ammainata

Bandiera Corpo Forestale dello Stato: Ottobre 2016 l'ultima ammainata
 

Bandiera Corpo Forestale dello Stato: Ottobre 2016 l’ultima ammainata


di Francesco CAMPOPIANO “L’Italia del giorno dopo


Oggi un giorno normale che porta al suo interno un ricordo a mio parere triste, perchè sancisce la fine di un qualcosa che era molto importante e utile a tutti noi a mio parere.

Ne volevo parlare il giorno 15 ottobre per rendergli omaggio nel giorno della fondazione, ma ho preferito aspetta oggi per polemizzare e cercare di accendere una luce sull’importanza della cosa. Il 17 Ottobre del 2016 venne ammainata per l’ultima volta della sua storia, la Bandiera del Corpo Forestale dello Stato

Re Carlo Felice di Savoia

Era nato il 15 Ottobre del 1822 per volere del Re Carlo Felice di Savoia. Nel corso degli anni ha subito molti cambiamenti, come ad esempio nel nome, nei ruoli, nelle mansioni, ma ha sempre tenuto il compito di salvaguardare, proteggere e difendere il nostro territorio. E lo hanno sempre fatto con umiltà il rispetto.

Smembramento / Riposizionamento

Poi qualcuno puntò il dito sul fatto che il costo dei vari corpi fosse troppo alto e decide di toglierne qualcuno. In primis con una legge del 2015 che successivamente nel 2016 portò allo smembramento ed al riposizionamento dei membri del Corpo Forestale all’interno delle varie forze armate e di polizia.

Fu creato il “Comando per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare”

all’interno dell’Arma dei Carabinieri dove la stragrande maggioranza si ritrovò. Se volete andate al Museo storico della scuola forestale che si trova Rieti, potrebbe essere molto utile a tutti per capire quali erano le attività che oggi non fa più nessuno e che salvaguardavano il nostro Territorio.

Permetterti un appunto personale Voglio ricordare il generale Guido Conti, spero che la giustizia porti alla luce la verità su di lui e sulla sua vicenda, uomo e personaggio delle istituzioni che merita giustizia, personalmente l’ho apprezzato moltissimo.  Francesco CAMPOPIANO   l’Italia del giorno dopo


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