CATANIA: La Letteratura italiana

Giovanni Verga

L’Italia del giorno dopo di Francesco Campopiano.

La Letteratura italiana è bellissima ed è varia

La Letteratura italiana è bellissima ed è varia. Cambia a seconda dell’epoca o dall’emozione dell’autore oppure può cambiare a seconda della corrente artistica che l’autore decide di seguire.

Verismo Italiano

Uno dei massimi esponenti del Verismo Italiano festeggerebbe proprio oggi il suo compleanno, avrebbe 180 anni…un po tantini direi, ma i suoi testi e le sue novelle sono di un attuale pazzesco.

La spiegazione della prof. sul Verismo

Chiunque abbia frequentato le scuole superiori ha dovuto sentire la spiegazione della prof. sul Verismo. E sicuramente ha dovuto leggere qualche brano tratto da Rosso Malpelo o Mastro Don Gesualdo o I Malavoglia, nella peggiore o migliore, dipende dai punti di vista, delle ipotesi ha dovuto leggere tutti e tre i libri.

Giovanni Verga nasce il 2 Settembre del 1840 a Catania

Giovanni Verga nasce il 2 Settembre del 1840 a Catania, anche se esistono versioni diverse e non troppo chiare sia sulla data che sul luogo di nascita, In quanto l’anagrafe in Sicilia arrivò solo nel 1871 grazie alla richiesta di censimento fatta dal Regno delle Due Sicilie.

I primi studi Giovanni Verga li fece a Catania

I primi studi Giovanni Verga li fece a Catania ed a 16 anni aveva già scritto alcune novelle, poi si arruolò nella neo Guardia Nazionale ma non era molto avvezzo alla vita militare, quindi lasciò e poco dopo fondò una rivista settimanale.

Nel frattempo frequentava l’università di Catania

Nel frattempo frequentava l’università di Catania ma da buon verista non aveva fermezza, quindi abbandonò gli studi e si trasferì a Firenze. Da quel primo viaggio Verga continuò a girare l’Italia per poi tornare sempre a casa, nella sua Sicilia, a Catania.

Il Verismo di Verga

Il Verismo di Verga non piace a tutti, ma molti si sono dovuti arrendere alla semplicità schietta che Giovanni metteva nei suoi racconti.

La differenza tra il povero ed il ricco

Il mettere in risalto la differenza tra il povero ed il ricco, la fortuna con la sfortuna può sembrare un gioco subdolo, ma fa parte del pensiero che la Gente comune ha normalmente.

Quello che personalmente apprezzo moltissimo è che il Premio Nobel Luigi Pirandello rese omaggio insieme a Benedetto Croce al grande talento di Giovanni Verga, cosa che non tutti i grandi fanno.

L’Italia del giorno dopo

F. CAMPOPIANO