Il terremoto che rase al suolo Messina e distrusse parte di Reggio Calabria

Il terremoto che rase al suolo Messina e distrusse parte di Reggio Calabria

Il terremoto che rase al suolo Messina e distrusse parte di Reggio Calabria


di Francesco CAMPOPIANOL’Italia del giorno dopo


  • Ormai sono passati tantissimi anni, ma questo evento rimane tutt’oggi nei ricordi della gente

C’è qualche coglione che ancora lo usa come sfottò contro i meridionali, ma forse non si ricorda che morirono oltre 100.000 persone.

Sto parlando del Terremoto che rase al suolo Messina e distrusse gran parte di Reggio Calabria, era il 28 Dicembre del 1908. Si Stima che sia stata la più grande catastrofe naturale del ventesimo secolo e per molti studiosi anche la più grave che abbia colpito il vecchio continente.

La strumentazione era all’avanguardia per l’epoca

ma nonostante ciò, non permise di capire ne il grado ne il punto esatto fino a molti minuti dopo l’avvenimento; Comunque si parla del 10° della scala Mercalli, cioè del 7.3 della scala Richter . I danni non furono causati solo dal terremoto, ma anche dal maremoto che scaturì subito dopo.

  • Una delle curiosità più particolari è che le notizie non furono inviate subito per tre motivi

il primo perché la gente cercava rifugio dove poteva e non pensò a lanciare la richiesta di aiuto, il secondo motivo è perché molte linee erano andate distrutte, ma il motivo forse più particolare è quello che i telegrafi impazzirono proprio a causa del Terremoto.

Iniziarono da soli a ticchettare senza dare reali notizie, ma solo parole o lettere senza senso, incomprensibili per chiunque. C’è una poesia di Salvatore Quasimodo dedicata al padre, scritta proprio nei giorni che lui visse a Messina subito dopo il terremoto che dice cosi:

Dove sull’acque viola era Messina

tra fili spezzati e macerie tu vai lungo binari e scambi col tuo berretto di gallo isolano. Il terremoto ribolle da due giorni, è dicembre d’uragani e mare avvelenato

Comunque i soccorsi iniziarono poco dopo è la ricostruzione anche, ma se proprio vogliamo dirla tutta, ancora non è finita…la ricostruzione!

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