La cosa pubblica: la Sicilia il bene comune che va amministrato con onestà

La cosa pubblica: la Sicilia il bene comune che va amministrato con onestà

La cosa pubblica: la Sicilia il bene comune che va amministrato con onestà

Competenza e capacità, amore per il bene comune, onestà, impegno e disponibilità sono alcuni importanti fattori per amministrare la “cosa pubblica”. Pertanto, in vista delle prossime elezioni, l’augurio che ci dovremmo fare è questo: speriamo che gli eletti siano competenti, capaci e onesti, senza l’apparire ma con l’essere servitori degli amministrati. 

  • Amministrare la “cosa pubblica” implica competenza e capacità di guardare oltre le apparenze
affrontando i problemi approfondendoli con lo studio e il sacrificio cercando di risolverli al meglio. Purtroppo la carica per molti diventa solo il piacere di scrivere sul biglietto da visita il titolo assunto, il resto diventa relativo e non conta più.
  • Ma consapevoli di quanto prima evidenziato

esiste purtroppo in noi, la vergogna di avallare sempre più un fenomeno frequente, da qualche tempo in politica, cioè quello del nomadismo alimentato dall’obiettivo, passatemi il termine, “poltronistico” a cui mirano questi nuovi arruolati politici,  predisposti a contrarre la malattia dei vecchi vizi , proclamandosi di essere il nuovo, ma di fatto restano saldamente attaccati ai vecchi difetti della politica dei partiti.

ho ascoltato il fragore degli echi del 68

Io che sono figlio del secolo scorso è ho conosciuto i grandi partiti, ho ascoltato il fragore degli echi del 68 che nonostante tutte le sue storture e le sue contraddizioni, faceva sentire i ragazzi investiti di una maggiore responsabilità politica,  di quella che purtroppo hanno i giovani d’oggi , fatto salvo qualche sparuta rappresentanza, e qualche raro appassionato di politica.  

Le tensioni degli anni settanta

hanno portato a responsabilità politiche legati direttamente agli interessi del popolo, un popolo che andava a votare e che portava percentuali altissime alle urne ma che esprimevano il vero voto d’opinione, certe volte magari sbagliando ma certamente convinti nelle conoscenze e nell’informazione.  

In sostanza oggi la mancanza di partititi ha

determinato secondo me il qualunquismo verso la cosa pubblica e conseguentemente il disastro in cui siamo obbligati a vivere male tra restrizioni, mala-sanità, privazioni, bisogni, esigenze primarie mancanti, disoccupazione, povertà e illegalità. 

SalvoNeri