L’Esperanto: la lingua ausiliaria internazionale.

Ma visto che siamo in Europa, e che ci dobbiamo restare….per ora

L’Esperanto la lingua ausiliaria internazionale:

L’Italia del giorno dopo rubrica di Francesco Campopiano

L’argomento di oggi è veramente interessante

L’argomento di oggi è veramente interessante, e sono sicuro che la stragrande maggioranza di voi, non ne conosceva neanche l’esistenza.

16 AGOSTO del 1935

Inizio ricordando che il 16 AGOSTO del 1935 nacque a Catanzaro Enrico Dondi, che era un noto neuropsichiatra, ma Dondi era famoso principalmente per le sue traduzioni e per essere uno dei massimi esponenti Italiani dell’Esperanto.

Adesso vi chiedo, sapete cosa è l’Esperanto!?

L’Esperanto é una lingua ausiliaria internazionale. È una lingua artificiale creata per far comunicare persone di differenti nazioni che non hanno in comune la stessa lingua.

Facilitare la comunicazione internazionale

La parola ausiliario, implica che si tratta di una lingua addizionale costruita e proposta per facilitare la comunicazione internazionale. Da insegnare come seconda lingua a tutte le persone del mondo senza andare a rimuovere le lingue locali e native.

L’ideatore fu Ludwik Lejzer Zamenhof

Questa lingua fu sviluppata verso la fine del 1800, si dice che sia nata a cavallo tra il 1870 ed il 1880 in Polonia e l’ideatore fu Ludwik Lejzer Zamenhof.

2 milioni di persone

Questa lingua è conosciuta in oltre 120 nazioni ed è parlata da oltre 2 milioni di persone.

La sede di riferimento è la sede principale di Milano

In Italia fu fondata la federazione nel 1910 ed è tuttora attiva, la sede di riferimento è la sede principale di Milano, organizzano corsi e se volete avere notizie maggiori potete anche cercare il Movimento Esperantista Italiano.

Ma visto che siamo in Europa, e che ci dobbiamo restare….per ora

A me piace parlare Italiano e scrivere in Italiano, e non potrei mai sopportare che qualcuno venisse ad impormi una linua diversa, ma visto che siamo in Europa, e che ci dobbiamo restare….per ora, usare UNA LINGUA AUSILIARIA INTERNAZIONALE l’accetterei senza battere ciglio, perché sarebbe il massimo punto di rispetto e pluralità corale!

L’Italia del giorno dopo

F. CAMPOPIANO