Marco Affatigato: Questo è il momento del tuo compimento

Marco Affatigato: Questo è il momento del tuo compimento

Marco Affatigato: Questo è il momento del tuo compimento

di Marco Affatigato

  • La nascita dell’essere umano lo vede piangente, sin dal suo primo attimo ch’esce alla vita e lo vede nudo, piangente ed esposto in balia del mondo.

In quel momento egli esprime già la fragilità della condizione umana. Questa fragilità potrà essere nascosta, coperta, dimenticata, mai oltrepassata. L’essere umano, rispetto agli animali, lo sappiamo: abbisogna di un tempo infinitamente più lungo per divenire “autonomo”.

L’essere umano deve non tanto “costruire la sua vita” ma proseguire la sua “nascita”. Deve nascere tutti i giorni, via via lungo la propria esistenza ma non in solitudine, bensì con la responsabilità di vedere ed essere visto, di giudicare ed essere giudicato, di dover edificare un mondo in cui possa venir racchiuso questo essere che sta’ nascendo alla vita.

L’essere umano è l’essere che viene al mondo più prematuramente e deve pertanto provvedere con istituzioni e cultura (famiglia, società, scuola, educazione, diritti, ecc.) a costruirsi un mondo abitabile, un mondo che sia a sua misura, compresa la sua fragilità, un mondo che lo possa proteggere.

  • Nascita e morte sono due pali che racchiudono in sé la vita umana.

La nascita è segnata da una “dipendenza”, da una passività originaria che viene raggiunta nuovamente nel morire. Tanto il neonato quanto il morente sono affidati alle cure di altri; tanto il neonato quanto il morente devono essere accuditi da altri; tanto il neonato quanto il morente devono essere vestiti da altri.

E’ nel tempo della vita tra nascita e morte che l’essere umano può prendersi cura di se stesso e trovare compimento alla sua esistenza.

Marco Affatigato: Questo è il momento del tuo compimento