Oggi niente polemiche, l’articolo è dolce

Oggi niente polemiche, l’articolo è dolce, anzi dolcissimo e dedicato ad uno dei più grandi inventori del mondo, almeno per me! L’Italia del giorno dopo rubrica di Francesco Campopiano

Tramandata da generazioni e generazioni ed arrivata ai tempi

Io credevo che la sua invenzione in realtà non fosse sua, ma tramandata da generazioni e generazioni ed arrivata ai tempi nostri senza conoscere il reale inventore, invece mi sbagliavo.

Domenico Melegatti

Il 16 Settembre del 1844 nacque a Verona un certo Domenico Melegatti, figlio di un noto pasticcere della città scaligera.

Le sue grandi capacità e le sue idee innovative

Iniziò i suoi primi passi da pasticcere proprio nella bottega del padre, dimostrando fin da giovane le sue grandi capacità e le sue idee innovative, era maestro nella lavorazione dello zucchero.

Le redini dell’attività

Alla morte del Padre prese le redini dell’attività ed iniziò a creare nel vero senso della parola.

Il Pandoro

Inventò la “ghiaia dell’Adige” meglio conosciuta come confetti fino a passare alla prima forma di Dado per cucinare, ma la sua invenzione più famosa e conosciuta è il Pandoro! Buono, dolce, soffice, senza crosta, senza niente all’interno, con al massimo una sventagliata di zucchero a velo sopra…mmmmm…impazzisco per il Pandoro!

Nuovi forni e nuovi strumenti di areazione

Per la creazione del Pandoro modificò drasticamente l’azienda inserendo nuovi forni e nuovi strumenti di areazione, modificò la struttura della produzione inserendo anche nuove figure, insomma fu un vero e proprio innovatore in ambito dolciario.

Uno dei primi a fare e-commerce

Ma se vi dicessi che fu anche uno dei primi a fare e-commerce!? Vabbè…ne parleremo un altra volta.

Ora sembra, ripeto sembra, che abbia trovato una nuova via

Qualche anno fa l’azienda non navigava in buone acque…ora sembra, ripeto sembra, che abbia trovato una nuova via….gli auguro tutto il meglio possibile all’azienda e a tutti i dipendenti.

In bocca al lupo ragazzi!

L’Italia del giorno dopo

F. CAMPOPIANO